E basta idiozie sulla dieta vegetariana/vegana!

Che il livello medio del giornalismo sia veramente basso è cosa nota (e come non citare il recente caso della bandiera del Kekistan ad un comizio di Matteo Salvini?), ma quando è troppo è troppo.

Per chi non lo sapesse non mangio carne da una decina d’anni e no, non sono ancora morto, tutt’altro.

Gli attacchi alle diete vegetariane/vegane certo non sono una novità e in tutti questi anni ne ho lette di tutti i colori, ma ora trovo necessario chiarire, una volta per tutte, alcune questioni.

Partiamo con l’articolo “Il diabete non può essere curato solo con la dieta: insulina indispensabile” pubblicato il 15/02/2018 su La Stampa.

L’articolo parla prevalentemente di come il diabete di tipo 1 non possa essere sconfitto con alcun tipo di dieta (cosa verissima e che spero sia ovvia a tutti).
Ma il titolo parla di diabete in generale, quindi cosa afferma sul diabete di tipo 2 che, fra l’altro, è di gran lunga quello più diffuso?

Qualche riga in conclusione: “Mentre è possibile tentare di prevenire il diabete tipo 2, molto spesso legato a cattive abitudini di vita, all’obesità e alla sedentarietà, nulla si può fare per prevenire il diabete tipo 1…“.

Di prove sugli effetti positivi di diete vegetariane nei confronti del diabete di tipo 2 ne abbiamo a non finire, perché non citare, per esempio, lo studio “Vegetarian diets and incidence of diabetes in the Adventist Health Study-2” il quale, nelle conclusioni, afferma che: “Vegetarian diets (vegan, lacto ovo, semi-) were associated with a substantial and independent reduction in diabetes incidence. “?
Ancor più rilevante è lo studio “Type of Vegetarian Diet, Body Weight, and Prevalence of Type 2 Diabetes” il quale conclude dicendo: “The main finding was that vegan and lacto-ovo vegetarian diets were associated with a nearly one-half reduction in risk of type 2 diabetes compared with the risk associated with nonvegetarian diets after adjustment for a number of socioeconomic and lifestyle factors, as well as low BMI, that are typically associated with vegetarianism. Pesco- and semi-vegetarian diets were associated with intermediate risk reductions: between one-third and one-quarter“.
Nello studio “Dietary iron intake, body iron stores, and the risk of type 2 diabetes: a systematic review and meta-analysis” si parla di come il ferro eme (contenuto negli alimenti di origine animale) sia correlato con un maggiore rischio di diabete di tipo 2 eppure nulla, meglio non dire nulla sui benefici delle diete che escludono la carne.

Esiste davvero la volontà di informare e aiutare la popolazione, oppure vi è soltanto un interesse economico dietro a dettar legge?

Un interessante studio dal titolo “Low-carbohydrate diets and all-cause and cause-specific mortality: two cohort studies” ci dice che: “The animal low-carbohydrate score was associated with higher all-cause mortality, cardiovascular mortality, and cancer mortality. In contrast, a higher vegetable low-carbohydrate score was associated with lower all-cause mortality and cardiovascular mortality.” mostrando quindi un direttissimo legame fra il consumo di carne e un più alto rischio di mortalità.

Ma cosa dico? Il vero problema è la carenza di vitamina B12! Leggo infatti su il Fatto Quotidiano: “Dieta vegana o vegetariana in gravidanza, “triplicati in 2 anni casi di deficit di B12: rischi danni neurologici per neonati”” (pubblicato proprio oggi, 02/03/2018)

Dunque… il titolo parla anche di diete vegetariane quando un singolo uovo contiene 1,1 µg di B12 (circa la metà di quella necessaria al giorno), ma facciamo finta di nulla.

Si afferma che: “la vitamina B12, o cobalamina, è contenuta negli alimenti di origine animale” senza però specificare che: “In natura la vitamina B12 viene prodotta da microrganismi e si accumula nel corpo dei mammiferi attraverso la catena alimentare: mentre gli animali carnivori ottengono la B12 dal consumo dei tessuti animali, gli animali che si nutrono di vegetali ottengono questa vitamina principalmente dalla contaminazione microbica del cibo e dell’acqua e, in alcuni casi, in parte anche dalla sintesi dei batteri intestinali. Nei paesi occidentali il consumo di acqua microbiologicamente pura, le moderne tecniche di agricoltura e le pratiche di lavaggio e di igiene cui sono sottoposti i cibi vegetali determinano una perdita consistente dei microrganismi produttori di B12 dalle fonti alimentari, tale da rendere necessario per gli animali erbivori che vivono in condizioni di cattività (come i primati rinchiusi nei laboratori di sperimentazione e gli animali allevati a scopo alimentare) l’integrazione con supplementi di vitamina B12 e, per gli stessi motivi, anche chi segue una dieta vegana deve assumere la vitamina B12 tramite integrazione. I fautori del vegetalismo concludono pertanto che non è la dieta vegana ad essere innaturale, quanto lo stile di vita moderno dell’uomo in ogni suo aspetto, compreso quello del trattamento industriale del cibo.” (da Wikipedia con le relative fonti).

La difficoltà di assumere B12 con una dieta vegana non dimostra quindi quanto questa sia innaturale… mostra piuttosto come l’uomo moderno si sia allontanato dalla sua alimentazione naturale con ovvie necessità di integrazione.

Essendo la B12 di origine batterica e non animale, come vogliono far credere, esistono numerosissimi integratori di B12 vegani e spesso, la B12 stessa viene inserita in numerosissimi cibi presenti in commercio.

Quasi tutte le alternative ai latticini in commercio hanno B12 aggiunta (ma anche D2 e a volte, calcio), così come, per esempio, diversi cereali per la colazione (va ricordato che gli stessi corn flakes furono inventati da degli avventisti del settimo giorno per aiutarli con la loro dieta vegetariana).

Perché non si parla invece del dramma dell’obesità e di come questa sia correlata al consumo di carne?

Ovviamente bisogna prestare attenzione alla propria dieta e non facciamoci prendere in giro quando si sente parlare di diete vegane/vegetariane riguardo persone che, in realtà, seguono semplicemente strane follie come la youtuber Mari Lopez, morta di recente di cancro la quale, a detta dell’Huffington Post, seguiva:”una rigida alimentazione vegana (mangiando soprattutto verdure crude), bevendo succhi di frutta a base di zenzero e limone“.

Succhi di frutta con zenzero e limone e verdure crude vi sembrano un’adeguata dieta? Vi sembra, in generale, possibile guarire da un tumore con una dieta di un qualsiasi tipo? Eppure nessuno ha vietato all’Huffington Post di titolare l’articolo: “Sosteneva che la dieta vegana l’avesse curata dal cancro, morta di tumore una youtuber del Texas“.

Allora anche una persona che mangia soltanto creste di gallo e broccoli è definibile onnivora e nel caso in cui avesse problemi va certamente incolpata la dieta onnivora in generale vero? Cerchiamo la giusta obiettività, per favore.

E attenzione, se è vero che diete vegane e vegetariane non possono certo guarire dal cancro è anche vero che possono aiutare a prevenirlo (Vegetarian diets and the incidence of cancer in a low-risk population) e in generale, aiutare la terapia stessa (che va comunque fatta), ma anche di questo, meglio non parlarne.
Meglio evitare di parlare di studi che mostrano la correlazione fra colesterolo (presente in altissime quantità negli alimenti animali) e cancro come “Total cholesterol and cancer risk in a large prospective study in Korea” e di come l’aterosclerosi colpisca solo gli erbivori.

Si potrebbero spendere davvero ancora molte parole e vi sono tantissimi altri studi citabili molto interessanti, ma per non dilungarmi troppo mi limito a dire che una dieta deve anzitutto essere valida in generale e necessita di essere vista nel contesto.
Sarà certamente più sano un onnivoro che mangia tantissima frutta e verdura e limita la carne a una volta alla settimana che un vegano che vive di cibo spazzatura.
Ma se parliamo di alimentazione sana in generale, dove la persona presta un minimo di attenzione, i dati parlano chiaro: le diete vegetariane e vegane sono correlate ad un miglioramento della salute degli individui.

Poi, ovviamente, si è sempre liberi di disinformare.